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Ristrutturare casa nel 2026
le cose da prevedere prima di chiudere i muri

16 Ottobre 2026 · Guide · Lettura 7 minuti · A cura di Mariani Design & More
Render di un soggiorno con libreria, parete TV, tavolo da pranzo e luce naturale che entra dalle finestre.

Render di un progetto residenziale: luce naturale, controsoffitto e illuminazione studiati insieme all'arredo.

Quando si ristruttura, le scelte che si vedono arrivano per ultime: il divano, la cucina, le lampade. Molte però si decidono prima, quando i muri sono ancora aperti: dove passano i cavi, dove vanno le macchine, quali scatole si murano. Chiusi i muri, cambiare idea costa caro. Ecco le dieci cose che in una casa del 2026 conviene prevedere subito, e perché noi le progettiamo insieme all'arredo.

Perché si decide tutto a muri aperti

Un cantiere ha due tempi. Nel primo si fanno tracce, impianti e controsoffitti; nel secondo arrivano finiture e arredo. Quello che finisce nel muro non si sposta senza rompere. Eppure è proprio il primo tempo a decidere come vivrai la casa: dove metti il televisore dipende da dove arriva il cavo, e una libreria può avere la luce nei ripiani solo se qualcuno ha previsto la scatola giusta nel punto giusto.

Per questo la domanda da farsi non è «che impianti mi servono?», ma «che casa voglio abitare?». Gli impianti vengono di conseguenza.

Le 10 cose da prevedere

  1. Un vano o un locale tecnico, pensato fin dall'inizio. Rack della rete, quadro e attuatori della domotica, macchina della ventilazione, spesso lavatrice e asciugatrice: in una casa di oggi gli apparati sono tanti e devono stare insieme, ventilati e raggiungibili. Se non gli dai un posto, finiscono in un ripostiglio di fortuna. Gli dedichiamo un articolo a parte: il locale tecnico di casa.
  2. La VMC nel controsoffitto, con le botole d'ispezione. Nel 2026 la ventilazione meccanica controllata è quasi indispensabile: d'inverno le finestre restano chiuse, ma l'aria va cambiata lo stesso, recuperando il calore. Collegata ai sensori, lavora da sola sulla qualità dell'aria reale. La macchina sta di solito nel controsoffitto di un disimpegno o sopra il locale tecnico, e i filtri si cambiano: servono botole d'ispezione dove le mani arrivano davvero.
  3. Scatole 502 al posto delle 503, per le placche di design. La 503, la scatola rettangolare a tre moduli, è un'abitudine quasi solo italiana: ci vanno le serie dei produttori nazionali. La 502 ha i fori di fissaggio a 60 mm, come nel resto d'Europa, e apre la scelta a molte più placche, tastierini e comandi KNX di fascia alta. Va detto all'elettricista prima che muri le scatole: dopo è tardi.
  4. Scatole a filo muro e prese USB-C. Con le scatole rasoparete la placca resta a filo dell'intonaco e quasi sparisce. Le prese con USB-C vanno dove si ricarica davvero: comodini, scrivania, divano, cucina. E con una casa smart i punti di comando diminuiscono, non aumentano: le tapparelle non serve comandarle da ogni angolo se basta uno scenario, il tablet o la voce. Meglio meno comandi, nel posto giusto.
  5. Una rete cablata, con un rack e le prese di rete nelle stanze. Il wi-fi da solo non regge una casa piena di dispositivi. Una presa di rete dove c'è un televisore o una postazione di lavoro, un punto di accesso wi-fi a soffitto per ogni zona, e tutti i cavi che arrivano a un piccolo rack nel locale tecnico.
  6. I cavi già pronti per tende e oscuranti motorizzati. Il motore si può aggiungere anche dopo; la corrente sopra il binario no, se non con nuove tracce. La posizione si decide insieme al tessuto e al tipo di binario, perché il motore non deve farsi notare.
  7. L'audio a soffitto. Diffusori a incasso nel controsoffitto e cavi posati prima della pittura: la musica riempie la stanza senza una cassa in vista. Dove metterli si decide con l'arredo, non dopo, così non finiscono sopra un pensile o dietro una lampada.
  8. Dove entra il sole, prima di decidere dove vanno gli arredi. Nel modello 3D si imposta la posizione reale della casa e si guarda come entra la luce nelle diverse ore e stagioni: dove il sole batte sul divano il pomeriggio, dove lo schermo riflette, dove una tenda oscurante serve davvero. Se si spostano pareti, il tecnico verifica anche i rapporti aeroilluminanti, cioè la luce e l'aria che ogni stanza deve avere per legge.
  9. Le luci progettate insieme all'arredo. La luce nella libreria, sopra il piano della cucina, dentro una nicchia: il cavo e la scatola vanno messi dove sarà il mobile, quindi il mobile va conosciuto prima. Con sistemi come il DALI ogni punto luce si regola da solo ed entra negli scenari.
  10. Un solo referente che tiene insieme arredo e impianti. Elettricista, integratore della domotica, termotecnico, falegname, posatore: ognuno fa bene il suo pezzo, ma qualcuno deve tenere il disegno unico. È il lavoro che facciamo noi: progettiamo l'arredo e coordiniamo gli impiantisti e gli integratori certificati che lavorano sul progetto.

Scelte di cantiere che si vedono nell'arredo

Prendi la parete del soggiorno. Se sopra la madia ci sarà il televisore, dietro servono la presa, il cavo di rete, il passaggio per la soundbar, magari una luce nella mensola. Se lo sappiamo quando i muri sono aperti, tutto finisce dentro il mobile e non si vede un cavo. Se lo scopriamo a cantiere chiuso, si vede.

Sono scelte che si fanno in cantiere ma si vedono nell'arredo. Per questo le progettiamo insieme.

Gli impianti li realizzano gli impiantisti e gli integratori: noi non li installiamo. Teniamo insieme misure, tempi e scelte, perché la madia, la libreria e la cucina arrivino in un cantiere che le aspetta, con la corrente, la rete e la luce nel punto esatto in cui servono. E quando un mobile a catalogo non entra nello spazio che resta, lo facciamo su misura.

Se la casa è già finita

Non tutto richiede di rompere i muri. Su una casa esistente molte funzioni si aggiungono senza opere: ne parliamo in smart home senza lavori. Se invece stai scegliendo l'impianto per una ristrutturazione, leggi prima domotica cablata o wireless e la nostra pagina sulla casa smart e la domotica.

Da dove partire

Il momento giusto per parlarne è prima che l'impresa cominci le tracce. Portaci la pianta, anche una foto, e due righe su come vivete la casa: guardiamo insieme dove vanno gli arredi e che cosa prevedere adesso, per non doverci tornare. Ti riceviamo nello showroom di Milano San Babila o in quello di Arluno, dove puoi anche vedere il progetto in realtà virtuale prima che esista.

Prima di chiudere i muri

Parliamo del tuo cantiere

Mandaci la pianta e due righe sui lavori: ti diciamo che cosa conviene prevedere adesso, per l'arredo e per gli impianti.

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